CREATIVITA'. IL FLOW E LA PSICOLOGIA DELL'INVENZIONE di Mihaly Csikszentmihalyi

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CREATIVITA'

Il flow e la psicologia della scoperta e dell’invenzione.

di Mihaly Csikszentmihalyi (1997).

Pag. 507, Roi Edizioni.

 

Sempre impallinato con argomentazioni relative a flusso di coscienza, prestazioni ottimali e qualità dell’esperienza vissuta, ho deciso di acquistare qualche mese fa l’ennesima lettura dello psicologo ungherese dal nome impronunciabile. Il volume di cinquecento pagine ha un grande pregio: quello di riassumere efficacemente trent’ anni di ricerche sul funzionamento della creatività e su come la cultura evolva mano a mano che la curiosità e la dedizione di individui fortemente motivati porti gli stessi a trasformare le caratteristiche del proprio dominio/disciplina. Lasciando il segno (vedi Guardiola).  Ci sono dei pezzi estremamente illuminanti a tal riguardo, che vale la pena leggere, per capire la dimensione, o almeno parte della dimensione mentale in cui queste persone focalizzate sul proprio tema di vita hanno vissuto. Un modo di intendere l’ esistenza, con tutti gli alti e bassi che la vita spesso pone davanti ad ogni uomo. Reputo la lettura fortemente consigliata per chi vuole comprendere e avere piena consapevolezza di tutti i fattori che influenzano quel lampo improvviso dopo il quale… Bang! Mi è venuta l’idea! oppure Ho trovato la soluzione a un problema!!! Con una analisi distribuita su più fronti è interessante apprendere come l’ atto della creazione – e qui cito l’omonimo libro di Arthur Koestler edito da Astrolabio gentilmente consigliatomi dal dottor Felice Accame - non sia solo un’intuizione passeggera e quasi casuale, ma un processo semi conscio composto da fasi ricorsive e non lineari che può essere sintetizzato attraverso due dati percentuali dall’interpretazione univoca: 99% sudore, 1% Eureka. Si viene dunque a conoscenza della complessità dinamica e del meccanismo aperto che sta alla base di questa capacità e allo stesso tempo viene proposto il modello sistemico che mette in relazione il dominio,  il campo e la persona inserita in un determinato ambiente. Nella parte centrale del libro le ricerche svolte da Csikszentmihalyi prendono in esame i tratti caratteristici della vita di un individuo creativo (spesso visto come egoista e arrogante) analizzando i primi anni - dove l’interazione tra corredo genetico, influenza dei genitori, ambiente socioculturale e pattern acquisiti nutrono la feroce volontà di perseguire un obiettivo - per poi passare agli anni successivi, alla maturità e all’invecchiamento che, in quest’ ottica, può risultare una fase ancora florida della propria produttività. E poi come anticipato, attraverso l’esempio concreto delle menti che nei loro campi hanno segnato una via, viene tracciata una visione globale del fenomeno nelle più svariate discipline condita nel capitolo finale da alcuni consigli pratici volti al miglioramento del proprio processo creativo.

 

Per approfondimenti.

Digitando creatività su Spotify e spulciando tra i podcast ne ho trovato uno particolarmente figo e interessante! Hacking creativity, condotto (si dice così?) da Edoardo Scognamiglio e Federico Favot.

https://www.hacking-creativity.com/.

 

La frase (una tra le tante…). Lo status ideale della materia è quello inorganico; la vita è solo un accesso febbrile, una neoformazione cancerosa che ha localmente preso il sopravvento sulla tranquilla condizione che caratterizza un universo fatto di cristalli inorganici (Géza Roheim).

 

Il capitolo. Il processo creativo (in particolare il paragrafo “La creatività nel Rinacimento”).