INTRODUCTION, INTROSPECTION

Medito. O meglio, mi concentro.

5 10 minuti al giorno, non di più. All’ inizio sono i pensieri, i suoni circostanti ed il respiro. Poi il respiro e le sensazioni corporee. Infine le visualizzazioni: nel mio allenamento mentale sono previste le immagini di gioco in prima persona, io che recupero palla, io che imposto l’azione, io che rilancio un contropiede, io che incito i compagni, io che segno, io che esulto. Nient’ altro. E quando apro gli occhi, seduto sulla swissball bianca con la schiena appoggiata al muro vedo Salva che svolge i suoi abituali esercizi di mobilizzazione alle articolazioni delle anche. E’ già da qualche tempo che spendo questi pochi minuti che precedono la seduta d’ allenamento sul campo per svolgere i miei abituali esercizi di concentrazione nella struttura adibita a palestra di fronte al parcheggio del centro sportivo; non è stato sempre così: lo scorso anno utilizzavo una piccola stanza utilizzata dai preparatori atletici per i loro test psicofisici: a fine seduta, lontano da occhi indiscreti mi rilassavo sdraiato su uno dei due lettini disponibili per circa un quarto d’ ora. Prima ancora invece era la toilette degli spogliatoi, location alquanto angusta ma in un certo qual modo confortevole: mi barricavo dentro, abbassavo il copritazza in ceramica e seduto con gli occhi chiusi iniziavo nel mio solitario monologo mentale.
Medito da circa un anno e mezzo.
Accadde tutto in maniera naturale; comprai un libro ci lessi un concetto sconosciuto, navigai in internet alla ricerca di ulteriori informazioni; preso dall’ entusiasmo scambiai mail con Alberto, un mio ex preparatore atletico, acquistai altri libri e allargai gradualmente i miei orizzonti, giorno dopo giorno. Verso luglio 2014 il mio futuro calcistico era perlopiù ignoto, di difficile decifrazione e nonostante l’incertezza del domani mi sentivo incredibilmente sereno e tranquillo. Perché ero consapevole che la nuova, immaginaria strada intrapresa dal mio pensare mi avrebbe portato ancora lontano, giorno dopo giorno; dovevo solo lavorare con pazienza, in maniera costante, senza nulla temere. E così, dopo una turbolenta successione di eventi favorevoli, di coincidenze fortunate e incontri appaganti mi ritrovo qui, oggi, su questa pagina web, a cercare di raccontare attraverso le parole, il mio mondo interiore.